Giorgio Gaber: parole per pensare
L'opera di Giorgio Gaber ha la capacità di rivolgersi al cuore dell'uomo di ogni tempo.
I giovani di ieri diventati vecchi, si scoprono ancora a distanza di decenni a canticchiare antichi motivi che parlano di libertà, di tolleranza, di uomini che hanno rifiutato di cristallizzare se stessi nella rigidità fredda di una ideologia.
Chi ha oggi venti anni, di fronte alle canzoni di Gaber prova le stesse emozioni di chi lo ha preceduto.
Tutto ciò sta a significare una profonda verità: l'opera di Gaber è un qualcosa che scaturisce dal cuore dell'uomo, ponendo al centro della propria meditazione problemi universali validi da sempre e destinati a vivere per sempre nel cuore delle creature.
La lezione che Gaber ci trasmette è oggi di grande attualità: viviamo in un mondo di atroci contrasti, di violentissimi scontri ideologici ma, al tempo stesso, abbiamo perso le radici della nostra autenticità.
Spesso ascoltiamo gli adulti parlare di politica. E spesso sentiamo dire che al presente, i termini di destra e sinistra hanno perduto il loro significato.
Ci si atteggia di essere o di destra o di sinistra, senza per questo essere di destra o di sinistra. Gaber pone in giusta evidenza questa condizione dell'uomo contemporaneo. Egli smonta pezzo dopo pezzo le fedi apparentemente sicure.
Il terreno sul quale l'uomo di Gaber deve incontrare i propri simili è quello del dialogo, del superamento delle proprie assolute certezze.
Gaber crede nell'uomo che parla all'altro uomo e come un Novello Socrate, egli distrugge le certezze di chi, accecato dall'ideologia, ha gli occhi chiusi sulla verità del proprio presente.
prof. Paolo Cicchini